lunedì 2 giugno 2014

Lunacy (Sílení, J. Svankmajer, 2005)

Confesso che non sapevo dell'attività registica di Svankmajer nei lungometraggi non di animazione. Questo Lunacy è davvero straordinario! Un film-saggio che pare riprendere ed ampliare il discorso Pasoliniano iniziato (e tragicamente terminato) con Salò. L'introduzione del regista è da film d'altri tempi, come in certo cinema pedagogico o documentaristico di tanti anni fa. Il film è strutturato in brevi capitoli, intervallati dalla "carne animata" di Svankmajer, che producono un potente effetto di straniamento. I riferimenti letterari sono a Poe, de Sade, Breton e, sebbene non esplicitamente, anche alla saggistica antipsichiatrica. Inutile dire che l'impatto visivo è doloroso e accecante. Le citazioni iconografiche sono abbondanti e la blasfemia incontrollata. Un film lussuoso e amorale, colto, disturbante. Avanguardista.

Inferno e passione (Egon Schiele, Exzess und Bestrafung, H. Vesely, 1981)

Film che ricostruisce alcuni episodi della vita del grandissimo Egon Schiele. Putroppo, un lavoro incompiuto e un po' inconcludente. Non c'è un approfondimento psicologico dei protagonisti. Non c'è l'erotismo tragico di Schiele (ma che bella Jane Birkin!) E neanche si può dire che sia un film didascalico, considerate le numerose omissioni (ad esempio, il rapporto con Gustav Klimt è solo accennato). Il tutto è fotografato, girato e montato in brutta calligrafia, con uno stile proprio fuori sincrono. Insomma, ci si può tenere tranquillamente alla larga da questo film, e godersi piuttosto le traumatiche opere di Schiele.

Canino (Kynodontas, G. Lanthimos, 2009)

Oltre George Orwell: principi applicati di "neolingua". Un film mostruoso, agghiacciante, sconvolgente, amorale. Un esperimento sociologico portato alle estreme conseguenze, che svela i condizionamenti di ogni individuo. La famiglia come istituzione totale. C-A-P-O-L-A-V-O-R-O-!

Trailer

Oltre l'Eden (L'éden et après, A. Robbe-Grillet, 1970)

Film assoluto! Immagine e colore, al di là del senso. Geometrico come un'opera di Mondrian. Saggio sulla rappresentazione. Cinema allo specchio, specchio del cinema. Da VEDERE!

Una sequenza del film

The Fabulous Baron Munchausen (Baron Prášil, K. Zeman, 1961)

Appoggiandosi a Jules Verne, Georges Méliès, la fantascienza degli anni Cinquanta e ai libri illustrati per bambini a tre dimensioni (oggi si chiamano pop-up!), ecco un viaggio fantastico in compagnia dell'Homme Lunaire, del Barone di Munchausen e della principessa Bianca. Un grandissimo film, alla faccia degli effetti speciali più recenti e computerizzati. Poetico, stupefacente, ironico, surreale. Film per tutti: non ho mai visto le mie bimbe così divertite davanti alla tv, ed è un film che risale all'anno di grazia 1961... Regalatevi questa visione per un'occasione speciale. Meraviglioso!

Rivelazioni di un Maniaco Sessuale al Capo della Squadra Mobile (R. Montero Bianchi, 1972)

Filmazzo di Montero Bianchi, il cui modello di riferimento è palesemente Mario Bava. E' fatto molto bene da un punto di vista tecnico; ma l'eleganza pop di Bava è inarrivabile. Dialoghi al limite del ridicolo, infarciti di qualunquismo, stereotipi e luoghi comuni. Omissivo in merito a nomi, contesti, luoghi, ruoli, politica, ecc. Questa, probabilmente, una delle ragioni del successo all'estero del film. Dove Montero Bianchi, invece, è imbattibile, è nel tirar fuori i pruriti della borghesia italiana degli anni Settanta. Naturalmente, come è suo costume, non ci vengono risparmiate le grazie (in tutte le "salse") delle vittime del maniaco. In questo senso, è obbligatorio vedere la versione uncut del film. Decisamente volgare, ma val bene una (s)vista.

Rivelazioni di un Maniaco Sessuale al Capo della Squadra Mobile (titoli di testa)

The Devil Came From Akasava (J. Franco, 1971)

La migliore serie zeta cinematografica in circolazione. Film abbastanza casto di Jess Franco. Pasticcio pop, confuso e fumettistico, che gioca con i temi dei film di spionaggio. Risulta, almeno, divertente. Le incongruenze sono innumerevoli, ça va sans dire; ma la ciccia c'è (e non solo quella di Soledad Miranda...). Esotico.

Una sequenza del film